Secondo l'Agenzia di Stampa Ahl al-Bayt (AS) - ABNA - l'ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Islamica dell'Iran presso le Nazioni Unite, in una riunione del Consiglio di Sicurezza sul tema: "Situazione in Medio Oriente: (Siria)", ha sottolineato: La continua occupazione dei territori siriani da parte del regime israeliano e le attività militari di questo regime, inclusa quella nel Golan siriano occupato, continuano a rappresentare una minaccia diretta alla stabilità e alla pace regionale.
Amir Saeid Iravani ha aggiunto: Il Consiglio di Sicurezza deve agire; il silenzio selettivo e la creazione di uno scudo politico non fanno che normalizzare l'aggressione e minano la credibilità del Consiglio.
Il testo di questo discorso è il seguente:
In nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.
La ringrazio, Signor Presidente.
Ci congratuliamo con il Regno Unito per la presidenza del Consiglio di Sicurezza in questo mese e ringraziamo la Somalia per la sua riuscita presidenza nel mese di gennaio. Sono grato al Signor Cludio Cordone, Vice Inviato Speciale, e alla Signora Lisa Doughten, Direttrice della Divisione Finanziamenti e Comunicazioni, per le loro relazioni. Abbiamo anche ascoltato attentamente le opinioni espresse dalla Signora Muzna Dureid. Per quanto riguarda la situazione in Siria, desidero sollevare i seguenti punti:
In primo luogo, il popolo siriano, nonostante gli importanti passi di transizione compiuti da Damasco nell'ultimo anno, continua ad affrontare gravi difficoltà umanitarie, economiche e di sicurezza. Sosteniamo gli sforzi delle Nazioni Unite per contribuire ad alleviare queste sfide e assistere la stabilizzazione e la ricostruzione; accogliamo inoltre con favore gli sforzi per garantire che il coinvolgimento delle Nazioni Unite rimanga coeso, efficace e reattivo alle priorità e ai bisogni del popolo siriano. Qualsiasi nuovo ruolo deve sostenere un processo politico inclusivo, sotto la guida e la titolarità dei siriani, e essere perseguito nel pieno rispetto della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale della Siria.
In secondo luogo, gli sviluppi recenti sul campo, in particolare nel nord-est della Siria, sono significativi. L'estensione dell'autorità del governo di transizione alle aree precedentemente controllate dalle Forze Democratiche Siriane, insieme all'accordo complessivo per l'integrazione, rappresenta un passo importante verso la riduzione delle tensioni, il ripristino dell'integrità territoriale della Siria e il rafforzamento delle istituzioni statali. Tuttavia, la situazione rimane fragile. Il processo di integrazione deve procedere in modo ordinato, pacifico e inclusivo. Tutte le parti devono rispettare il cessate il fuoco, dare priorità alla protezione dei civili, facilitare il ritorno volontario e dignitoso degli sfollati e garantire la responsabilità per le violazioni. La Repubblica Islamica dell'Iran prende atto delle misure adottate per rafforzare l'inclusività, comprese quelle relative ai diritti dei curdi; tali iniziative, a condizione che siano perseguite attraverso istituzioni legittime e nel quadro dell'unità e dell'integrità territoriale della Siria, possono rafforzare la coesione nazionale.
In questo contesto, sottolineiamo che i diritti, la sicurezza e la dignità di tutti i cittadini siriani devono essere pienamente rispettati senza discriminazioni; ciò include anche la protezione delle minoranze religiose ed etniche. Qualsiasi atto di incitamento, intimidazione, violenza settaria o punizione collettiva deve essere fermamente respinto e affrontato.
In terzo luogo, la minaccia del terrorismo rimane una seria preoccupazione. Come chiarito nell'ultimo rapporto del Segretario Generale, l'ISIL continua ad essere attivo in tutta la Siria, anche attraverso attacchi nelle regioni settentrionali e nord-orientali. Esprimiamo la nostra particolare preoccupazione per la situazione della sicurezza nei centri di detenzione e nei campi che ospitano migliaia di elementi dell'ISIL e dei loro familiari. Qualsiasi vuoto o interruzione della sicurezza potrebbe avere conseguenze pericolose per la Siria e l'intera regione. La Repubblica Islamica dell'Iran sottolinea inoltre la necessità di rimpatriare i combattenti terroristi stranieri e le loro famiglie nei paesi di origine, nell'ambito degli obblighi internazionali.
In quarto luogo, la situazione umanitaria rimane preoccupante. La comunità internazionale deve andare oltre gli aiuti di emergenza e sostenere la ricostruzione precoce, le infrastrutture e la ripresa economica. Il processo di ripresa della Siria richiede anche investimenti reali e la rimozione degli ostacoli che ostacolano la riabilitazione e lo sviluppo economico. Gli sforzi verso la stabilizzazione e la transizione devono essere inclusivi e rispondere ai bisogni e alle aspirazioni di tutto il popolo siriano.
In quinto luogo, la continua occupazione dei territori siriani da parte del regime israeliano e le attività militari di questo regime, incluso nel Golan siriano occupato, continuano a rappresentare una minaccia diretta alla stabilità e alla pace regionale. Il regime israeliano deve aderire al diritto internazionale, incluso l'Accordo sul Disimpegno del 1974, e porre fine alle violazioni della sovranità e dell'integrità territoriale della Siria. Gli accordi di riduzione della tensione non possono legittimare l'occupazione. Il Consiglio di Sicurezza deve agire; il silenzio selettivo e la creazione di uno scudo politico non fanno che normalizzare l'aggressione e minano la credibilità del Consiglio.
In conclusione, la Repubblica Islamica dell'Iran riafferma il suo fermo sostegno alla sovranità, all'unità e all'integrità territoriale della Siria, nonché a un processo politico sotto la guida e la titolarità della Siria. La Repubblica Islamica dell'Iran continuerà il suo sostegno a una Siria stabile, unita e sicura, libera dal terrorismo, dall'occupazione straniera e dalle interferenze esterne.
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